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Rinnovo Ccnl, Fials: chiesti specifici fondi contrattuali

di Redazione Roma

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Durante la trattativa con l’Aran per il rinnovo del Ccnl comparto Sanità, in merito ad alcuni articoli del contratto, la Fials ha posto una serie di considerazioni di tipo generale sui fondi contrattuali, chiedendo tre specifici fondi: fondo condizioni di lavoro, di premialità e degli incarichi. In merito alle progressioni economiche (ex passaggi di fascia), Fials ha chiesto che avvengano dopo due anni dal beneficio dell’ultima fascia e non dopo cinque anni come proposto invece dall’Aran.

Fials: trattativa su rinnovo del Ccnl Sanità si chiuderà in tempi brevi

Giuseppe Carbone, segretario nazionale Fials

Non è casuale (tutt’altro) che nell’ambito del rinnovo del Ccnl Sanità 2019-2021 ci siano già ben tre calendarizzazioni di incontri nel mese di maggio (venerdì 6, mercoledì 11 e martedì 17 maggio), ai quali faranno seguito la stipula e la firma conclusiva della preintesa.

Segno che l’ultimo incontro tra l’Aran e i sindacati (quello del 28 aprile) ha posto le condizioni per chiudere la trattativa sul rinnovo del contratto in tempi brevi.

Previsioni che il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ritiene possibile grazie all’atto di indirizzo del Comitato di settore Regioni-Sanità con lo sblocco del salario accessorio e il nuovo ordinamento professionale.

Nell’ambito della trattativa, in rapporto ad alcuni articoli del contratto, la Fials ha posto considerazioni di tipo generale inerente i fondi contrattuali, chiedendo tre specifici fondi: fondo delle condizioni di lavoro, fondo per la premialità e fondo destinato agli incarichi.

In rapporto alla progressione economica all’interno dell’area – differenziali economici di professionalità – (ex passaggio di fascia), la Fials ha chiesto che il numero dei differenziali per l’area delle professioni della salute e dei funzionari sia complessivamente di 8 e non di 7 e che per tutti gli operatori ci sia la possibilità che tali progressioni economiche avvengano dopo due anni dal beneficio dell’ultima fascia e non dopo cinque anni come proposto invece dall’Aran (la previsione di un quinquennio di permanenza in una singola posizione economica, prima di poter partecipare alla selezione per la posizione economica superiore, ha trovato la ferma opposizione di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che considerano improponibile un periodo così lungo di tempo, ribadendo che anche gli importi previsti per i differenziali economici dovranno essere rivisti al rialzo).

Da parte sua, Fials ha inoltre proposto tre criteri specifici per definire la graduatoria in merito ai passaggi dei differenziali economici: un 40% in base alla valutazione (schede di valutazione individuale ultimi tre anni), un 40% in base all’esperienza professionale maturata (anzianità di servizio) e un 20% costituito da ulteriori criteri da definire nel Contratto integrativo aziendale. Nell’ambito della sua proposta, la Federazione italiana autonomie locali e sanità ha specificato di ritenere opportuno eliminare la proposizione dell’Aran secondo cui in nessun caso la graduatoria può essere utilizzata negli anni successivi.

Ulteriori valutazioni positive, dunque, quelle espresse dal segretario nazionale Fials, Giuseppe Carbone: Abbiamo valutato in modo positivo la revisione dell’istituto del lavoro straordinario, soprattutto perché è stata accettata la nostra richiesta di mantenere il sistema dell’algoritmo attuale della corresponsione. Ancora una volta la Fials ha chiesto che per il personale della ricerca sia prevista l’estensione a tempo determinato, l’aspettativa non retribuita come per l’intero personale a tempo indeterminato del comparto sanità e la possibilità di ricoprire incarichi di organizzazione congiuntamente all’incarico di posizione.

Chiosa Carbone: Abbiamo chiesto che le ulteriori risorse economiche, di cui al nuovo atto di indirizzo del Comitato di settore, vengano investite per aumentare ulteriormente il valore annuo dei differenziali stipendiali (ex fasce) ed, infine, di permettere la progressione di carriera a tutti gli operatori e professionisti, anche senza il titolo di studio, come previsto dalla recente legge, per il passaggio dalla propria area all’area superiore.

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