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Area Critica

Fundamental care, il cuore dell'infermieristica

di Gian Domenico Giusti

Intraospedaliera

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Il riappropriarsi dell’assistenza infermieristica di base mediante una visione più attuale, permette anche, probabilmente, di coniugare le due anime (solo) apparentemente dicotomiche della pratica professionale in area critica, rappresentate dall’elemento tecnologico ed evidence based da un lato (troppo spesso limitatamente inteso come applicazione di nuove conoscenze derivate unicamente da trials clinici randomizzati) e dall’approccio compassionevole dall’altro (sensibilità alla sofferenza e fragilità altrui).

Reinterpretare l’assistenza in Area Critica, una strada per il futuro

Quella che nei nostri contesti viene chiamata “assistenza di base”, in inglese viene descritta come “fundamental care”, una definizione che mette in evidenza come l’assistenza rappresenti il cuore dell’infermieristica.

Il concetto “fundamental care” denota un quadro olistico e centrato sul paziente e racchiude una serie di attività che comprendono aspetti fisici (come l’igiene personale, il sostenere il sonno, il ridurre gli stress esterni), psicologici (mantenere la privacy, garantire la dignità) e relazionali (riuscire ad essere empatici, permettere ai familiari di essere presenti il più possibile).

Mentre ricevono questo tipo di assistenza le persone possono sentirsi in imbarazzo e vulnerabili, tuttavia attraverso questa assistenza personalizzata, si formano legami di fiducia tra infermieri e pazienti.

Oltre agli aspetti relazionali, l’assistenza di base è legata anche alla sicurezza della persona ed al miglioramento degli esiti e spesso della prognosi; la mancanza di “fundamental care” può comportare, oltre alla riduzione del comfort generale della persona, ad una maggior incidenza di lesioni da pressione (per esempio lesioni provocate dai devices, lesioni da incontinenza), aumento delle infezioni (per esempio infezioni crociate da batteri multiresistenti), danni emotivi correlati alla degenza (per esempio sviluppo di icu delirium durante il ricovero oppure PTSD alla dimissione).

Nonostante la centralità delle “fundamental care”, le prove di efficacia sono limitate e spesso inesistenti e la professione infermieristica si trova nella condizione di supporre prove di qualità ma di non poterle dimostrare con i dati.

Ad oggi sono molte le aree assistenziali dove non esistono prove di efficacia che supportano i risultati degli interventi, compreso il modo in cui tale assistenza è erogata e da chi questa viene effettuata, creando confusione (a volte an-che tra gli infermieri stessi) su chi deve fornire un certo tipo di cura.

In Terapia Intensiva invece, molti esiti clinici dipendono strettamente dalla qualità delle cure infermieristiche e da più di 10 anni si discute sull’importanza delle basi dell’assistenza.

Il modello proposto, chiamato Interventional Patient Hygiene Model, include una serie di interventi evidence based che mirano a ridurre le infezioni aumentando la sicurezza dei pazienti, prendendo in considerazione l’igiene delle mani degli operatori, l’igiene del cavo orale, la mobilizzazione, il cambio delle medicazioni, la cura del catetere vescicale, la gestione del bagno a letto, dell’incontinenza e l’antisepsi della cute del paziente.

Gli esiti non dipendono dal singolo professionista ma solo dalla capacità del team di erogare con costanza e puntualità cure ed assistenza

Occorre iniziare a pensare a come e da chi vengono erogate le “fundamental care”, non soltanto prendendo in considerazione l’ambiente ospedaliero. C’è la necessità di avere prove di efficacia su ciò che costituisce una assistenza infermieristica di qualità, poiché i modelli assistenziali stanno cambiando ed un numero crescente di pazienti ha esigenze croniche e complesse in ambiente extraospedaliero.

Aniarti sta cercando di rendere gli infermieri consapevoli dell’importanza del loro ruolo e di quanto i loro interventi siano funzionali al miglioramento degli esiti assistenziali; questo nasce da un percorso iniziato nel 2013 con la pubblicazione di un libro monografico che aveva l’obiettivo di standardizzare alcune pratiche assistenziali; si proseguirà il 13-14 novembre 2018 a Bologna con il 37° Congresso Nazionale dal titolo “Back to Basics in Area critica. Reinterpretare l’assistenza in Area Critica per i nuovi tempi”.

In questo congresso presenteremo le migliori pratiche assistenziali, tratteremo temi inerenti la terapia intensiva adulti e pediatrica, parleremo di emergenza extraospedaliera e Pronto soccorso, cercheremo di evidenziare i migliori modelli organizzativi assistenziali, affronteremo temi etici e politici.

Aniarti si impegnerà a reclamare quanto le “fundamental care” siano essenziali per ottenere outcomes positivi e cercherà di utilizzare la ricerca e l’assistenza evidence based per guidare questa trasformazione.

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